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Templeton University - Roma, 2014
Templeton University - Roma, 2014               



L'artista     


(Reggio Emilia 1959)
E' pittore e incisore. La sua formazione artistica avviene all'Istituto d'Arte "G. Chierici" di Reggio Emilia.
Attualmente lavora su tavola, tela e carta antica.
La sua ricerca, di matrice figurativa, presenta chiari riferimenti alla Pop Art americana, ed in
particolare all'artista Tom Wesselman (da articolo di Camillo Langone sul Foglio 2011).
Esperienze rivisitate nei "Racconti di Viaggio" degli anni 60-70, ambientati anche nell'attualità.
Usa tempera e acrilico, ottenendo dipinti di forte impatto emotivo e cromatico.
Nelle carte antiche, molte delle quali datate 1800 si snodano racconti realistici, con piloti, macchine da corsa e aerei, che ritroviamo anche nelle incisioni.
Ha ottenuto diversi riconoscimenti, come il Premio Arte Mondadori (finalista nel 2010) a Milano.
Ha esposto alla 54° Biennale di Venezia - Padiglione Italia - Emilia Romagna (Reggio Emilia - Chiostri di S.Pietro) nel 2011.

studio
Lo studio dell'artista

Biennale di Venezia - Padiglione Italia - Reggio Emilia, 2011
Biennale di Venezia - Padiglione Italia - Reggio Emilia, 2011


Attualmente collabora con la Galleria Galleria de Bonis
di Reggio Emilia con opere su Carta Antica e su Tavola a inchiostro e graffite.

 

"Quando i paraurti erano cromati, quando i genitori erano giovani."
"La vena di Marco Arduini è motoristica ma soprattutto fanciullesca e nostalgica: le sue automobili sono automobiline, buone per giocare o per rimpiangere di non avere più l'età per giocare.
Vado a trovarlo a Rivalta, frazione di Reggio Emilia, il che mi costa qualcosa di taxi perché a differenza di lui non ho il culto della macchina e le poche volte che mi serve mi accorgo di non possederne una.
Lo trovo in uno studio che è la perfetta ricostruzione di una camera dei ragazzi degli anni Sessanta, con i fumetti, le raccolte, i manifesti.
Appesa alla parete c'è la formazione del Milan 1969-70 con Gianni Rivera, Cudicini e Trapattoni ma non è un vecchio poster, è un quadro appena dipinto dal padrone di casa.
Il frigorifero che certo conterrà chinotti e gazzose è uno Smeg bombato color confetto, tale e quale l’elettrodomestico piazzato da Tom Wesselmann in "Still Life 30".
L'ho sgamato, Arduini: lui dice di aver preso da Edward Hopper e Valerio Adami ma quasi tutta la sua produzione mi sembra discendere da "Landscape 4", acrilico-collage datato 1965 e firmato dal grande pop artista americano (il mio pop artista preferito, se interessa).
Differenza tra Wesselmann e Arduini: il primo dipingeva spesso donne nude, con una particolare propensione per i capezzoli, il secondo le donne le pennella vestite e composte (gli uomini naturalmente in giacca e cravatta); il primo raffigurava modelli di auto Usa, il secondo preferisce Cinquecento e Seicento; il primo tendeva alla tecnica mista, il secondo è pittore puro; il primo rappresentava in presa diretta l'America Dream, il secondo rievoca un Boom Italiano vissuto di striscio e rivissuto nel ricordo; il primo costa una barca di soldi, il secondo viene via con poco (1.200 euri, il quadro esposto al Padiglione Emilia- Romagna).
Al posto del capezzolo wesselmanniano, lo stilema arduiniano è una palla: non un pallone da calcio adulto bensi' una palla leggera e colorata da giochi di spiaggia, perché era piena di ragazzini l'Italia che il Peter Pan di Rivalta induce a ricordare fra i sospiri."

Camillo Langone
(tratto dal quotidiano Il Foglio